Un altro volo. Questa volta un po’ più in alto. E non potevo certo partire senza aver aggiornato il blog (usanza ormai consolidata nel tempo). Di nuovo in partenza verso un nuovo traguardo, anzi, verso un nuovo punto di partenza. Il futuro inizia domani.
Più ci penso più mi rendo conto che la vita e le tele del destino sono davvero inestricabilmente legate tra loro. Ed è affascinante. Per mesi mi sono crucciato sul senso di quel visto americano rinnegato, quello che mi ha fatto soffrire, che mi ha strappato da un’esperienza meravigliosa e da persone altrettanto importanti, rimandandomi a casa, rispedendomi al mittente. E dentro di me, dopo aver accettato quella sorte apparentemente così ingiusta, è maturata la convinzione che un senso doveva esserci per forza. Oggi è con grande gioia che si spalanca di fronte ai miei occhi quel piano del destino e quel senso a lungo ricercato: la mia avventura a San Francisco doveva finire poiché ne avevo tratto tutto il meglio possibile e forse non era più rimasto alcun nettare da spremere. Doveva finire perché sul piano lavorativo e su quello affettivo mi ero trovato in un vicolo cieco. Doveva finire perché potessi tornare e godermi i miei cari dopo un anno e mezzo di assenza. Doveva finire perché a casa un’àncora opprimente – la tesi – mi teneva legato ad un percorso universitario lasciato incompiuto per un anno. Ma soprattutto…doveva finire per lasciare spazio a qualcosa di ancora più grande! Chi se lo sarebbe mai aspettato! A Rosemary, l’ufficiale dell’immigrazione americana (ma forse anche ufficiale di un piano cosmico superiore) che ho odiato con tutto me stesso per avermi rifiutato il visto, va ora tutto il mio ringraziamento per avermi permesso di trovarmi al posto giusto nel momento giusto, di trascorrere quattro mesi con la mia famiglia e rivedere amici di un tempo, e per avermi permesso di concentrarmi a tempo pieno sulla mia tesi, che con orgoglio ho terminato pochi giorni fa. Ora tutto ha davvero un senso, come se la mia vita fosse un puzzle a cui sono stati aggiunti gli ultimi pezzi che non trovavo più. Tutto mi appare più chiaro e la strada davanti a me è davvero radiosa.
Grazie di cuore a San Francisco e alle sue persone per avermi cambiato così tanto e per aver curato le mie ansie e i miei malori. Per avermi insegnato ad affrontare la vita con una nuova forza, un nuovo ottimismo e una rinnovata spiritualità. Per avermi fatto fare pace con me stesso, concedendomi di trascorrere quattro mesi sereni e pacifici in Italia, circondato da persone che mi vogliono bene. E per aver reso il rientro meno traumatico di quanto me lo aspettassi.
Grazie a tutte le persone che in un modo o nell’altro hanno fatto parte del mio viaggio. La vita è come una corsa in treno: grazie a quelli che hanno aspettato con me alla stessa stazione ma su binari diversi; a quelli che in stazione mi ci hanno accompagnato e che poi mi hanno visto partire; a chi mi è poi venuto a prendere ed era pronto a riaccogliermi. Grazie a chi ha viaggiato per un po’ nel mio compartimento e poi ha deciso di cambiare carrozza o di scendere e proseguire per una destinazione diversa dalla mia; a chi ha scambiato solo due chiacchere dal sedile di dietro; a chi invece si è intrattenuto in intense conversazioni. Grazie a quelli che nella carrozza ristorante hanno condiviso il loro pranzo con me e a chi nel vagone letto mi ha voluto al suo fianco. Grazie al controllore che a volte mi ha costretto a scendere per cambiare treno; ai tecnici dell’aria condizionata che hanno lavorato per rendere il mio viaggio più piacevole; agli addetti alle pulizie che hanno ripulito laddove ho sporcato. Grazie ai capi stazione che mi hanno accolto sempre con calorosità e ai bigliettai che mi hanno sempre offerto ottimi biglietti (ma sempre a prezzo pieno). Grazie all’elettricità che ha fatto muovere il mio treno, alle ruote robuste che lo hanno sorretto e ai binari saldi che non lo hanno fatto sbandare. Grazie a chi quel treno ha cercato di farlo deragliare ma alla fine non c’è mai riuscito; a chi inizialmente ha pagato per il mio viaggio senza voler nulla in cambio; a chi ha creduto fermamente nella destinazione; e a chi mi ha insegnato che ciò che è davvero importante non è la velocità con la quale arrivi alla meta, ma lo spettacolo che ammiri dal finestrino per raggiungerla. Ma soprattutto, grazie a chi si è seduto accanto a me e so che non scenderà molto presto dal treno della mia vita, e a chi viaggia su un binario parallelo e mi fa ciao dal finestrino: perché so che, nonostante le diverse destinazioni, questi viaggiatori hanno condiviso una parte importante del mio tragitto. E dovunque noi saremo, ci ritroveremo sempre in una qualche stazione del mondo.
Ora, la valigia è pronta sul letto (di nuovo), gli scatoloni sono imballati, il coraggio è implacabile e l’entusiasmo è incontenibile. Questa volta non è solo l’inizio di una nuova avventura o di una bella esperienza…stavolta è l’inizio di una nuova vita! La mia nuova casa: Dublino. Il mio nuovo lavoro: la sede centrale europea di Google. Potrebbe forse la mia vita essere più perfetta di così?
Sono contento, sono felice, sono orgoglioso di me stesso, sono elettrizzato…sono tante altre cose in questo momento. Ma soprattutto sono traboccante di gioia di vivere, di speranza e di buoni sentimenti. Tutto sta andando esattamente come volevo che andasse…anzi, addirittura meglio, a testimonianza del fatto che tutto l’impegno, tutta la passione, tutti i sacrifici, tutto lo studio, insomma, tutto ciò che ho fatto finora mi ha portato ad ottenere un lavoro fantastico presso l’azienda dei miei sogni. Ed io non potrei essere più felice ed appagato come in questo momento. Al tempo stesso sono onorato di poter entrare a far parte dell’azienda leader nel settore di internet (al numero quattro delle 100 migliori aziende per cui lavorare al mondo nel 2011 e votata una delle aziende più friendly del pianeta) e di un team internazionale così ricco di talento e spirito innovativo. Sono felice di aver la possibilità di apportare il mio contributo e al tempo stesso di poter imparare così tante nuove cose. E’ davvero un nuovo grande inizio.
Il mio futuro è tutto a colori, ed ora li vedo con chiarezza: blu, rosso, giallo…ma soprattutto verde (come l’Irlanda).
Grazie a tutti quelli che mi hanno accompagnato sulla strada per arrivare qua.
A presto,
Il vostro Italian-American-Irish, Markolino

In bocca al lupo per tutto… Verrò presto a trovarti
<3
e l´Irlanda?